domenica 13 marzo 2011

IL DISCORSO DEL "GOVERNATORE DEL CAPPELLO"

Care amiche e cari amici, elettori ed elettrici: benvenuti !

Siamo qui riuniti per un evento straordinario che premia il dinamismo, l’attività incessante, la sensibilità di questa autorità in tema di prevenzione del rischio idrogeologico, messa in sicurezza del territorio e viabilità !

Infatti siamo qui ad inaugurare il Ponte che non c’è !!!

Il ponte che ha condannato all’isolamento centinaia di famiglie di Pauliara e ad un pesante disagio migliaia di cittadini di Capoterra che gravitano attorno a questo quartiere.

Ma con l’evento di oggi, la musica cambia ! Oggi si volta pagina !

Basta! terrorizzarsi ad ogni pisciatina di pioggia.

Basta! cadere nel panico per ogni nuvola grigia che si addensa in cielo.

Con l’evento di oggi le profonde ferite inferte ai nostri cuori, alle nostre coscienze e al nostro territorio dalla tragica alluvione del 22 ottobre 2008 cominciano a rimarginarsi.

L’inaugurazione del Ponte che non c’è consente a questa comunità di riprendere un vita serena e in piena sicurezza.

Tornando a casa portate questo messaggio di pace ai vostri familiari: riprendete a vivere sereni e sicuri perchè c’è chi si preoccupa del vostro futuro !!!

E lo fa con efficacia e celerità !!!

Permettetemi infine un’ultima riflessione che voglio fare tra di noi.

Abbasso la voce e mi tolgo il naso da bugiardo.

Ma se c’è chi si preoccupa del nostro futuro, e questi sono i risultati, il nostro presente non interessa proprio nessuno ?!!!

Grazie a tutti !!!

Il "Governatore Del Cappello"



martedì 8 marzo 2011

RESOCONTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 6 MARZO 2011

Durante la mattinata di Domenica 6 Marzo, organizzato dall’ Associazione 22 ottobre, si è svolto a Poggio dei Pini un evento straordinario: l’inaugurazione del “Ponte che non c’è” !

L’unica opera che oggi può realisticamente essere inaugurata a quasi due anni e mezzo dal tragico evento alluvionale che stroncò 4 vite umane e ferì profondamente il territorio di Capoterra.

All’evento hanno partecipato un centinaio di cittadini provenienti dai vari “quartieri “ di Capoterra. Poco rappresentato, però, sul piano numerico, Poggio dei Pini, particolarmente coinvolto per via dell’isolamento a cui la mancata ricostruzione del ponte ha condannato gli abitanti di Pauliara.

Particolarmente gradita la presenza di cittadini provenienti da quartieri meno coinvolti nei disagi del ponte, ma ugualmente solidali e partecipi della mancata messa in sicurezza del territorio, facenti parte di quello che potremmo definire l’hinterland capoterrese.

Presente una nutrita delegazione della Cooperativa Poggio dei Pini, in persona del suo Presidente e diversi consiglieri, come pure il consigliere regionale Marco Espa di Torre degli Ulivi ed i consiglieri comunali Franco Bayre, centro storico, e Giacomo Mallus, Rio San Gerolamo.

Presenti le Tv locali: Videolina e Rai 3, che hanno dato risalto all’evento con riprese, cronache ed interviste mandate in onda durante i Tg nella giornata di domenica.

La manifestazione ha avuto un riscontro assolutamente positivo per l’importanza dell’argomento, trattato in chiave allegorica, ironica ma anche estremamente seria, e per la buona organizzazione che l’Associazione 22 ottobre ha saputo esprimere con l’impegno e la partecipazione dei propri soci.

L’evento si è svolto proprio dove, prima o poi, sorgerà il nuovo Ponte di Pauliara, dove i partecipanti hanno potuto apprezzare i manifesti con la ricostruzione storica della via crucis del ponte, spazzato dalla furia dell’acqua in quella drammatica mattina del 22 ottobre 2008.

Dettagliatamente descritti, inoltre, gli ostacoli alla sua immediata ricostruzione, causati dalla scarsa attenzione della politica e dalla burocrazia dell’apparato regionale, che ne hanno impedito, sino ad oggi, la ricostruzione.

Certamente d’effetto il “Ponte che non c’è“ appeso ad una corda che gli spericolati della Associazione 22 ottobre hanno fissato da una sponda all’altra del Rio, esibendosi in arrampicate stile “Green Peace“ sotto la guida capace del socio Pigi Garavello.

Particolare successo ha riscosso la cerimonia d’inaugurazione eseguita dal “Governatore Del Cappello” che si è presentato in elegante completo blu, cilindro e fascia tricolore delle grandi occasioni.

Anche il naso era quello dei grandi eventi: lungo e rigido come quello di Pinocchio, a rappresentare la politica bugiarda che assume impegni, fissa scadenze e regolarmente li disattende.

Magistralmente introdotto sulle note dell’Inno di Mameli dall’Assessore ai lavori pubblici Ingegner Roby Delponte, che si è presentato in tenuta da capocantiere con casco di sicurezza giallo,


come pure tutti i membri della Associazione 22 ottobre (qui sotto).

Il “Governatore Del Cappello” era affiancato dalle Autorità Militari in alta uniforme, la Repubblica in prima persona, e da uno stuolo di bambini in maschera desiderosi di partecipare al taglio del nastro ed al successivo rinfresco.

Prima del taglio il “Governatore Del Cappello” ha voluto dedicare ai presenti alcune massime, tipiche della politica con il naso lungo, che riportiamo per intero nell’intervento successivo, concludendo che con l’inaugurazione del Ponte che non c’è, la nostra comunità può riprendere una vita serena e senza pericolo perché c’è chi si preoccupa del nostro futuro, come dimostra l’avanzato stato dei lavori di messa in sicurezza del territorio oltre allo stato di inesistenza del ponte.

Infine, togliendosi il naso della festa, si è chiesto se forse a nessuno interessi il nostro presente tenuto conto di come, chi deve, si occupa del nostro futuro.

Dopo il consueto taglio del nastro la cerimonia si è avviata verso la sua conclusione sulle note della già famosa canzone “Il ponte che non c’è” eseguita splendidamente dal socio Giorgio Plazzotta su testo del consigliere Franco Bayre e musiche gentilmente prestato da un anonimo Edoardo Bennato.



Prima dei botti e del rinfresco, offerto ai presenti dalla Associazione 22 ottobre, e impreziosito dalla crostata di Mamma Teresa (alias la Repubblica), il Presidente dell’Associazione 22 ottobre, Antonio Sau, ha illustrato i motivi della manifestazione, finalizzata a sollecitare la realizzazione del ponte di Pauliara entro giugno, come già promesso nell’ormai lontano 2009 in verità, e l’avvio del piano di messa in sicurezza del territorio, unico strumento che può ridare davvero serenità e sicurezza alla nostra comunità ferita dal tragico evento alluvionale del 22 ottobre 2008.













domenica 6 marzo 2011


LA CANZONE DEL PONTE CHE NON C'E'


IL PONTE CHE NON C’E’

( di Franco Bayre – Ben nato e meglio cresciuto)

Seconda strada a destra, caro poggino,

e poi dritto, fino al bacino,

poi la strada scompare ahimé

proprio di fronte al ponte che non c’é.

Forse questo ti sembrerà strano

ma la Regione non risolve l’arcano

ed ora sei quasi convinto che

questo ponte devi fartelo da te.

E a pensarci, che pazzia

quali danni può far burocrazia

che va adagio fermandosi qua e là,

così il ponte non diviene mai realtà.

Son d’accordo con voi, qua esiste una terra

dove il subito diventa sempre poi

Madonna, quanti ritardi,

e se non fai un po’ la guerra

non costruiscono il ponte che non c’è

che non c’é.

Alluvioni con fiumi di parole

zero risposte ai tanti perché

c'è il progetto, lo studio e anche il PAI

ma i lavori non cominciano mai.

Son d’accordo con Voi, siamo stanchi dei proclami

qui ci serve il ponte che non c’é.

Niente odio, né violenza, né soldati ne armi

per far rinascere il ponte che non c’è,

che non c’é.

Seconda strada a destra, caro poggino,

e poi dritto, fino al bacino

non ti puoi sbagliare perché

c’è proprio il ponte che non c’é.

e ti prendono in giro, ma tu continua a cercarlo

e non darti mai vinto perché

chi ti ha fatto promesse, e ti far girar le palle

forse è ancora più pazzo di te.


Canta: Giorgio Plazzotta

MANIFESTAZIONE IL PONTE CHE NON C'E'


Oggi si e' svolta a Poggio dei Pini sulle due sponde del Rio S. Girolamo, la prevista manifestazione : IL PONTE CHE NON C’E’.

L’evento è stato seguito da numerosi abitanti di Poggio dei Pini, Residenza del Poggio, Frutti d’Oro e le Case del Sole.

Per chi non è potuto venire e per chi non avesse avuto l’occasione di vederlo, vi mando il link per vedere il servizio mandato in onda da Videolina.

http://www.videolina.it/view/servizi/11187.html

E’ veramente bello, se volete sentire le parole della canzone composta da Franco Bayre e cantata da Giorgio Plazzotta: Il Ponte che non c’è, seguite il link qui sotto:

http://www.youtube.com/watch?v=dcwFmckcKWE

Saluti a tutti e alla prossima … speriamo che sia la VERA INAUGURAZIONE del ponte .

Rita Lai

Vicepresidente dell’ Associazione 22 Ottobre

venerdì 25 febbraio 2011


L' ASSOCIAZIONE 22 OTTOBRE

è lieta di invitarvi alla manifestazione "IL PONTE CHE NON C’E’ ", organizzata per discutere dei problemi della messa in sicurezza del territorio e della vicenda del ponte per Pauliara.

La manifestazione si terrà in corrispondenza delle due sponde del fiume dove sorgerà il futuro ponte, di fronte a Residenza del Poggio, DOMENICA 6 MARZO alle ore 11,00.


Con preghiera di diffusione.


Il Presidente Dott. Antonio Sau


L’alluvione del 22 ottobre 2008 a Capoterra ha provocato 4 morti e, tra i tanti danni, anche il crollo delle spalle del ponte di Pauliara, sotto la diga di Poggio dei Pini, lasciando così praticamente isolato un intero quartiere di 150 famiglie, collegato al resto della viabilità comunale solo attraverso una strada pericolosa e inadeguata.

Per richiamare l’attenzione dell’amministrazione regionale sulla necessità di realizzare senza perdite di tempo gli interventi di messa in sicurezza del territorio previsti, Domenica 6 marzo alle ore 11.00 sulla strada per Poggio dei Pini, subito dopo la rotonda per Residenza del Poggio, proprio dove prima o poi sorgerà il ponte attualmente inesistente, l’Associazione 22 ottobre organizza una manifestazione per inaugurare quello che non c’è: il Nuovo Ponte sul Rio San Girolamo e per parlare della tanto auspicata e mai avviata messa in sicurezza del territorio.

A dicembre 2008 la RAS approvava il programma di spesa della L.R. n. 15/2008 per l’importo complessivo di 2 milioni di Euro, di cui 1 milione di euro per il rifacimento del ponte sul Rio S. Girolamo e la sistemazione della viabilità in loc. Poggio dei Pini, la cui realizzazione sarebbe dovuta essere affidata in delega al Comune di Capoterra.

Il Comune di Capoterra, a seguito alle problematiche incontrate nel gestire la fase emergenziale dell’alluvione, qualche mese dopo l’affidamento del finanziamento regionale manifestò la difficoltà a dar corso alla realizzazione dell’intervento e comunicò di non potersi occupare della progettazione e dell’appalto del Ponte di Pauliara. Questa rinuncia fece perdere circa 5 mesi nelle procedure di progettazione e appalto.

Di seguito un breve riepilogo della vicenda del Ponte per Pauliara:

- Aprile 2009: il Servizio Genio Civile di Cagliari viene incaricato come soggetto attuatore dell’opera di rifacimento del ponte per Pauliara. Il soggetto attuatore viene autorizzato dal Commissario per l’Emergenza Alluvione a porre in essere tutte le azioni necessarie per la realizzazione dell’intervento.

- Luglio 2009: il Servizio del Genio Civile affida la redazione del progetto preliminare del Ponte all’ing. Pietro Mossone.

- Febbraio 2010: viene presentato il progetto preliminare del ponte per Pauliara.

- Marzo 2010: prima conferenza di servizi per approvare il nuovo ponte: vengono chieste delle modifiche al progetto preliminare sia da parte dell’Ufficio Tutela del Paesaggio che da parte del Comune.

- Ottobre 2010: viene pubblicato il bando di gara.

- Novembre 2010: apertura delle buste presso la sede dell’Assessorato regionale dei Lavori Pubblici.

- Dicembre 2010: la procedura di appalto si ferma perché Equitalia contesta all’impresa aggiudicataria un mancato pagamento (400 Euro!).

Questa è la breve cronistoria di un’opera per la quale i soldi sono stati resi disponibili praticamente subito dopo l’evento alluvionale del 2008, ma che a febbraio 2011 è ancora bloccata e irrealizzata a causa della cosiddetta “burocrazia” e dei tempi impossibili legati agli appalti pubblici, appalto per il quale non si è voluta seguire nessuna procedura d’urgenza, compresa la modalità di svolgimento della gara d’appalto che poteva essere avviata mediante una procedura “negoziata” invece che “aperta”.

Se queste sono le premesse, per un’opera tutto sommato modesta e di importo non rilevante, ci domandiamo come possano essere rispettati i tempi per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza dell’intero territorio da monte fino alla foce, per le quali non vi è ancora la certezza dei finanziamenti e per le quali l’attuale assessore ai lavori pubblici Sannittu ha promesso, a dicembre 2010, l’avvio dei lavori per giugno 2011.

Ricordiamo che oltre al ponte per Pauliara, lungo l’alveo del fiume sarebbero da riprogettare e realizzare almeno altri 4 ponti da monte fino alla foce: Ponte per la chiesetta di S. Gerolamo, Ponte Hydrocontrol (strada 52) , Ponte in coda al Lago (strada vicinale S. Barbara), Ponte ANAS sulla Sulcitana.

Di questi ponti, come di tutte le altre opere di regimazione e protezione del fiume previste dal Piano Hydrodata, non esiste al momento alcun tipo di progetto preliminare, definitivo o esecutivo, che abbia iniziato e concluso il suo iter autorizzativo.

Nel frattempo il corso d’acqua continua a trasportare sedimenti che occludono la sezione a disposizione del fiume, gli alberi di eucaliptus in due anni e mezzo sono cresciuti rapidamente e in numero elevatissimo dentro l’alveo, costituendo un pericoloso impedimento al deflusso. La manutenzione ordinaria dell’alveo non è stata effettuata per niente.

Nel frattempo tutti i residenti delle lottizzazioni attraversate del fiume vivono in uno stato di continua precarietà e di pericolo incombente, che si ripresenta costantemente in occasione delle piogge.

Nel frattempo gli abitanti di Pauliara vivono in ostaggio, senza possibilità di raggiungere agevolmente l’altra sponda del fiume e privi di collegamenti pedonali per le persone non dotate di mezzi di trasporto.


Capoterra, 25 febbraio 2011


martedì 14 dicembre 2010

Arare e Pascolare

Giovedì 9 dicembre si è tenuto, nella parrocchia di Frutti d’Oro, un incontro organizzato dal Movimento Capoterra: Solidarietà – pari dignità, tra l’assessore Sannittu e la popolazione di Capoterra. L’incontro è stato ben descritto da Giuseppe Pala.

Forse per il fatto che fossimo in chiesa, più che un dibattito sullo stato dell’arte sulla messa in sicurezza del rio San Gerolamo è sembrata una liturgia politica (con la p minuscola). Deferenza nei riguardi del potere, comizi e interessi particolari che superano i generali.

Dopo i consueti saluti la discussione principale si è spostata sulla possibilità o meno di possibili delocalizzazioni di alcune case. È stata mostrata la carta (presa dal sito dell’Associazione 22Ottobre) dove era mostrata la soluzione proposta nello studio preliminare da Hydrodata per la zona della foce.

L’assessore Sannitu ha puntualizzando che tutto ciò che circola in rete appartiene allo studio preliminare, il progetto preliminare sarà consegnato agli Uffici regionali (dalla società Hydrodata, la stessa che ha eseguito lo studio preliminare, incaricata del progetto) tra circa due settimane.

Sottointeso, non c’è nulla di vero, le case (due case e uno scantinato) non verranno toccate.

Era la risposta che tutti volevano sentire.

Ignorando quanto deciso il 22 aprile 2010 dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale che, ricordo, delibera di individuare quale ipotesi di intervento da attuare (...) quella che preveda un alveo dimensionalmente coerente con la soluzione 2 di cui allo studio sviluppato dal “Consorzio Intecno – DHI di Torino, Hydrodata s.p.a. e ART Ambiente Risorse Territorio s.r.l.” ma con tracciato dell’asse del corso d’acqua e utilizzazione delle aree golenali coerenti con la soluzione 3 variante B.

Quella mostrata nella carta. Alveo da 50 m. Tracciato della soluzione 3b che prevede la delocalizzazione di tre case.

Arare e pascolare.

C’è un vecchio detto che afferma che in uno stesso terreno non si può arare a pascolare allo stesso tempo (a dire il vero esistono anche versioni un po’ più ...dirette!!!).

Allo stesso modo chi ci governa (ed in chiesa erano presenti rappresentanti di varie istituzioni regionali e comunali) e chi ci vorrebbe governare, pretende di poter arare e pascolare.

La delibera dice quale deve essere l’ipotesi di intervento. Il progetto preliminare seguirà tale ipotesi.

Ma questo non può essere detto perché non si deve scontentare nessuno.

Nessun politico ha avuto il coraggio di dire che, se vogliamo che il San Girolamo non entri più nelle nostre case, non possiamo pretendere che queste siano dentro il fiume.

Nessun politico ha avuto il coraggio di dire che certe volte il bene comune è più importante del bene particolare.

Nessun politico ha voluto dire che le case non verranno abbattute e la gente lasciata in strada, ma verranno delocalizzate, cioè le case si dovranno ricostruire in un altro posto (sicuro) a spese dell’amministrazione.

Nessun politico ha voluto aprire una discussione in modo che, se si dovesse arrivare alla scelta di dover delocalizzare delle case, si è già provveduto ad individuare le aree e si è discusso di quanti soldi ci sono a disposizione per la ricostruzione.

Arare e pascolare.

Sembra che oggi fare politica voglia dire non scontentare nessuno, ma questo porta inevitabilmente a non prendere nessuna decisione o prendere quelle più facili e meno ragionate.

E questo comporta che, anche per un’opera importante quali quella del riassetto idrogeologico del Rio San Girolamo, si prendano, per far contenti tutti, decisioni affrettate.

Si è deciso quindi che, invece di fare per prima cosa un progetto preliminare omogeneo sull’intero alveo, si è dato in affidamento il progetto preliminare “dalla foce del rio San Girolamo sino a ...dove bastano i soldi, presumibilmente sino alla statale 195”.

Ma, si può dare un progetto “sino dove bastano i soldi”??? È un po’ come se io chiedessi: mi fa un progetto per un palazzo da 10 piani ma ti fermi quando arrivi a 10.000 € di spesa di costruzione? Fa 10500, che faccio, lascio? No, non fa nulla, lo prendo!

Oppure non si è detto che il piano preliminare di riassetto idrogeologico del Rio San Girolamo eseguito da Hydrodata si vuole utilizzare come progetto preliminare.

A dire il vero, quando è stato chiesto all’Assessore come sarebbe stato affrontato il problema della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dell’opera, l’ingegner Piras, “responsabile del servizio che si occupa di seguire i lavori” (parole dell’Assessore), ha risposto che verrà richiesta una procedura semplificata per la zona attualmente in progetto e che poi, per quanto riguarda le altre zone, verrà utilizzato il piano (come fosse un progetto) di riassetto idrogeologico del Rio San Girolamo. Arare e pascolare.

La confusione tra piano e progetto non nasce dai documenti presenti in Internet (che qualcuno vorrebbe, non si sa come e perché togliere) ma da come vengono usati tali termini.

Per quanto riguarda il ruolo dell’amministrazione comunale, in casi come questi, oltre dare parere (non vincolante, ricordiamocelo anche se siamo ormai in campagna elettorale!) sui progetti proposti, dovrebbe agire affinché il bene comune prevalga sugli interessi particolari, cercando di trovare le soluzioni migliori per tutti anche se scontentano qualcuno.

Torno infine alla promessa fatta dall’Assessore Sannittu sulla data di inizio lavori. Entro la prossima estate. Ricordando la promessa del precedente assessore ai lavori pubblici (Carta, che aveva promesso l’avvio dei lavori all’inizio dell’estate 2010) e quanto scritto da Rita Lai sul blog dell’Associazione 22ottobre riguardo i tempi reali di una progettazione di un’opera del genere, ho chiesto conferma all’assessore sulla tempistica degli interventi. L’assessore ha confermato l’inizio dei lavori per la prossima estate. Vigileremo.

Vigileremo sopratutto perché non se ne può più dei politici (regionali o locali che siano) che pretendono di arare e pascolare.

Antonio Sau

giovedì 2 dicembre 2010

POLEMICHE E PROGETTAZIONI

Per completare il quadro chiarissimo illustrato dal nostro Presidente Antonio Sau, sulle vicende e sulla paternità delle decisioni assunte, da cui emerge inconfutabilmente che l'Associazione 22 ottobre, non ha assolutamente influenzato le delibere dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino, né ha mai partecipato a Conferenze di servizi svoltesi negli ultimi mesi, vorrei fare alcune considerazioni.

I cittadini allarmati probabilmente si stanno agitando per niente, così come il sig. Frau.
Infatti quella mappa (Soluzione 4) con i pallini rossi, che indicano i manufatti da demolire e delocalizzare, non è altro che un piano di massima delle cose da fare, di tutte le opere da eseguire, dei sottoservizi da spostare ecc.
Gli addetti ai lavori ovviamente sanno perfettamente che quello NON E’ AFFATTO IL PROGETTO CHE SARÀ REALIZZATO. Infatti per progettare gli INTERVENTI REALI saranno necessari rilievi topografici di dettaglio, e non certo una foto aerea stampata in quella scala; saranno necessarie indagini geognostiche specifiche in profondità e non certo i sondaggi in corso, finalizzati alla caratterizzazione dello stato di inquinamento dei terreni superficiali; saranno necessari studi sulle mappe catastali per verificare esattamente la posizione dell’alveo e degli argini, dei manufatti e delle case; saranno necessari diversi stadi di approfondimento del progetto dal preliminare al definitivo fino all’esecutivo, nel corso dei quali si potranno eseguire sopralluoghi nei luoghi di progettazione al fine di studiare il tracciato esatto del nuovo canale artificiale (non più fiume) che si verrà a costruire con i lavori di messa in sicurezza.

Con questo voglio dire che le tre case che risultano nella carta indicate col pallino rosso, lungo la sponda destra del fiume all’altezza della scuola materna, magari alla fine della progettazione risulterà che potranno stare tutte lì in piedi senza alcuna demolizione e ricostruzione o che magari è sufficiente delocalizzarne solo una.
Insomma voglio dire che solo al termine della progettazione si potrà capire veramente cosa ne sarà di tutta quella zona.

La cosa preoccupante invece, questa sì che dovrebbe allarmare i cittadini è il fatto che attualmente l’unica porzione di alveo che si sta andando a progettare è un tratto dell’alveo compreso tra la SS 195 e la foce e che di tutto il resto ancora non si parla nemmeno.
Dopo due anni e dopo delibere e ordinanze varie, ancora in realtà si sta continuando a rimandare la progettazione integrale degli indispensabili interventi di messa in sicurezza dell’intera asta fluviale, dalle pendici montuose fino alla foce. Vorrei ricordare che è ben nota la chiosa: “la pianura si difende in montagna” mentre non è vero il contrario, perché l’acqua scende dalle montagne con il suo carico di sabbie, pietre e vegetazione e riversa questo carico nella pianura e dentro l’alveo. Se non si ferma questo trasporto da monte verso valle e si lascia libero il fiume di divagare, trasportando centinaia di migliaia di metri cubi di sedimenti in corrispondenza degli eventi meteorici più intensi, il problema non sarà mai risolto.

Invece di predisporre un progetto preliminare organico e coerente da monte verso valle, come l’Associazione 22 ottobre ha chiesto nei documenti inviati a suo tempo alle autorità competenti (si veda a gennaio 2010 nel nostro blog http://22ottobre.blogspot.com/2010_01_01_archive.html) si è preferito fare uno spezzatino di interventi, che però non sappiamo ancora come procederanno, con quale tempistica si attiverà la progettazione e la realizzazione degli interventi. Quindi tutto il contrario di quanto fatto per il Rio S. Lucia, in cui il progetto era stato unitario e realizzato per lotti.

L’altra sconfitta sul fronte dell’ambiente invece è rappresentato dalla tipologia di risezionamento dell’alveo che si è scelta: un alveo fluviale trasformato in un canale artificiale, che del fiume non avrà più nulla, costretto entro sponde rettificate ed irrigidite, prive di qualsiasi naturalità, con una scarsa o del tutto impossibile fruibilità dei luoghi. In barba a tutti i principi dell’ingegneria naturalistica e della progettazione eseguita seguendo tali principi e che si attua oramai da decenni in mezza Europa.

Insomma scordiamoci per quel tratto di fiume che si possa parlare di ”Parco fluviale” e di rinaturalizzazione dell’alveo. Ciò che vedremo sarà un canalone a sezione trapezia, con le sponde rivestite da gabbionate metalliche riempite di pietre e col fondo che presto si riempirà di canne rigogliose che a lungo andare ostruiranno la sezione di deflusso, soprattutto se la manutenzione, interamente a carico del Comune, non verrà fatta costantemente ogni anno.

Non era certo questo che l’Associazione 22 ottobre auspicava venisse fatto per la soluzione dei problemi e per la messa in sicurezza del territorio.