Quest'oggi sabato 24 gennaio 2009 si terrà la riunione per la fondazione dell'Associazione 22 ottobre. Incontro alle h. 16 presso sala parrocchiale Frutti d'Oro
Attivato indirizzo email per l'associazione: 22ottobre@gmail.it
sabato 24 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
LA BOZZA DELLO STATUTO
Come precedentemnte annunciato ho iniziato a vedere i contenuti dello Statuto dell'associazione. Per ora è ancora in forma di bozza e forse andranno fatte delle integrazioni, per esempio sulle tipologie di soci (fondatori, ordinari, giovani) o sugli organi sociali (collegio dei sindaci e probiviri). In ogni caso si tratta una traccia su cui discutere e su cui fare suggerimenti e correzioni, che spero arrrivino numerose.
Sollecito a questo proposito gli amici affinchè ci si faccia sentire al più presto con pareri e proposte perchè l'Associazione deve nascere al più presto, altrimenti saremo tagliati fuori da qualsiasi possibilità di incidere sul futuro del nostro territorio perchè verranno prese decisioni senza i nostri pareri.
A presto Rita LAI
BOZZA DI STATUTO PER
L'ASSOCIAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE – PARCO FLUVIALE RIO SAN GEROLAMO
Articolo 1. COSTITUZIONE E SCOPO
E' costituita un' Associazione culturale, senza fini di lucro, denominata "SVILUPPO SOSTENIBILE – PARCO FLUVIALE RIO SAN GEROLAMO".
L'Associazione, in aderenza ai principi generali e specifici della Costituzione della Repubblica Italiana, vuole creare una struttura di supporto e di riferimento per l’esercizio allargato della cittadinanza, per dare visibilità e voce a quella parte della cittadinanza capoterrese che vuole partecipare attivamente alla ricostruzione del territorio ed al suo governo futuro, secondo i principi dello sviluppo sostenibile, con proposte di intervento sui grandi temi di interesse pubblico, scaturiti immediatamente dopo l’alluvione del 22 ottobre 2008.
L’Associazione non ha uno scopo lucrativo.
Articolo 2. OGGETTO
L’Associazione si prefigge di supportare i residenti delle lottizzazioni attraversate dal fiume, gravemente danneggiate durante l’evento alluvionale, nelle azioni di confronto con le amministrazioni pubbliche, al fine di contribuire attivamente all’opera di ricostruzione e di partecipare alle decisioni sul futuro stesso delle aree residenziali e rurali e delle infrastrutture presenti ai margini del fiume.
L’Associazione si prefigge di stipulare con l’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna e con l’Autorità di Bacino il “PATTO DEL FIUME” intendendo collaborare attivamente, con tutte le istituzioni (comune, provincia, regione, autorità di bacino, consorzio di bonifica), affinché possa esprimere pareri e proposte in merito allo studio per il progetto della sistemazione idrogeologica del Rio San Gerolamo e della ricostruzione delle aree residenziali e rurali colpite dall’alluvione, nonché possa esprimere pari e proposte sulle decisioni e scelte relative ai problemi di delocalizzazione degli edifici e delle infrastrutture incompatibili con la messa in sicurezza del fiume e dei suoi affluenti, con l’obiettivo che tale impegno conduca alla realizzazione del “Parco Fluviale San Gerolamo”.
Obiettivo prioritario dell’Associazione è di affrontare e divulgare i temi dell’utilizzo ecocompatibile dell’ambiente sia urbano, sia rurale che naturale, attraverso la promozione e il sostegno di tutte le iniziative tese a tutelare l'assetto del territorio, a garantirne lo sviluppo e a prevenire ed eliminare tutte le fonti di inquinamento, nel contesto di un uso sostenibile delle risorse ambientali, naturali e paesaggistiche, in difesa della biodiversità. Per le finalità di questo scopo verranno sviluppati i seguenti argomenti:
· la pianificazione urbanistico-territoriale sostenibile;
· le sistemazioni idraulico-forestali e il piano di assetto idrogeologico;
· la tutela delle risorse naturali e paesaggistiche
· la tutela delle aree e delle attività agricole;
· la tutela e la valorizzazione delle zone costiere;
· la tutela e la valorizzazione dei beni archeologici-architettonici e dei beni identitari;
· la consapevolezza ambientale verso il territorio abitato;
· la produzione di cultura e la formazione dei cittadini;
· i principi di solidarietà sociale;
· il diritto alla salute;
· il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
· l’uso razionale delle risorse idriche per scopi potabili, irrigui e industriali;
· l’etica dei consumi e la promozione di “acquisti verdi” da aziende produttrici e distributrici di prodotti ecologici;
· la promozione e la valorizzazione di prodotti agroalimentari ed artigianali locali, del commercio equo-solidale, e di prodotti provenienti da agricoltura biologica;
· la costituzione di gruppi di acquisto solidale (GAS).
Altro obiettivo dell’Associazione è quello di pervenire alla realizzazione di una democrazia partecipata per il governo del territorio, contribuendo al dibattito pubblico sulle scelte per il futuro sviluppo territoriale-urbanistico, da realizzarsi mediante lo strumento del forum che mette in pratica il modello di democrazia partecipata che consenta la partecipazione attiva della cittadinanza alla costruzione di un progetto strategico volto ad assicurare la salvaguardia delle vite umane ed a migliorare la qualità della vita e dello sviluppo ecosostenibile del territorio.
Per le finalità di questo scopo verranno sviluppati i seguenti argomenti:
· la qualità e la trasparenza della comunicazione pubblica;
· l'ampliamento della partecipazione dei cittadini/e alle scelte politiche ed amministrative che li riguardano
· l'applicazione del concetto di sostenibilità nell'azione della Pubblica Amministrazione;
· il confronto su nuove forme di partecipazione democratica.
Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso le seguenti azioni principali:
· La costituzione all’interno dell’associazione di gruppi di studio, qualificati ad affrontare di volta in volta gli argomenti di interesse dei soci, formati da esperti con competenze nel settore scientifico-tecnologico; tali esperti potranno anche essere supportati da esperti esterni provenienti dal mondo scientifico-universitario.
· La costituzione all’interno dell’associazione dell’osservatorio sul territorio formato da un gruppo di soci che provvedano ad un costante monitoraggio dello stato del territorio e che segnalino eventuali emergenze o problemi (idrogeologici, di inquinamento ambientale, discariche, danneggiamento di beni ambientali e paesaggistici, ecc.).
· La predisposizione di un progetto strategico ecosostenibile per il governo del territorio, condiviso e partecipato, per una pianificazione territoriale a scala di bacino idrografico, che consentirà di risolvere definitivamente le varie e diffuse situazioni di rischio idrogeologico e di condurre ad una ricostruzione sostenibile ed ecocompatibile dell’intera asta fluviale, dal suo bacino montano fino alla foce, permettendo ai residenti di vivere in sicurezza lungo le sponde del fiume e consentendo di migliorare la qualità del territorio e della vita dei cittadini e portando al contempo ad uno sviluppo socio-economico dell’intero ambito comunale.
· La predisposizione di un progetto di indirizzo per l’eliminazione delle fonti di inquinamento del territorio, diffuse e localizzate, quali le discariche abusive, gli elettrodotti, ecc.
· La promozione e la pubblicizzazione dell'analisi e del dibattito, e una costante elaborazione culturale attraverso la realizzazione di eventi pubblici, incontri, corsi, seminari, congressi e rassegne tematiche, visite e manifestazioni culturali nell'ambito di progetti di informatizzazione e alfabetizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, da svolgere in sintonia con enti pubblici e/o privati operanti sul territorio, con impiego del web e dei media.
· La costituzione di gruppi di acquisto solidale (GAS) che promuovano la diffusione degli “acquisti verdi” con prodotti ecologici (non food) e di alimenti provenienti da agricoltura biologica, nonché di fonti energetiche rinnovabili.
· La predisposizione di progetti ed idee tendenti a realizzare forme di impresa e occupazione nel rispetto dell'ambiente e dei principi di sostenibilità. I soggetti beneficiari saranno tutti i soggetti interessati, le scuole, università, imprese ed enti pubblici e/o privati.
· Il coordinamento con altre realtà associative regionali e nazionali, ed il rilancio di manifestazioni culturali di livello nazionale e internazionale.
L'Associazione è apolitica, non persegue finalità di lucro, ma soltanto le predette finalità di ricerca, sociali, e culturali, anche se per raggiungere le stesse il sodalizio potrà svolgere attività commerciale. Si considerano in ogni caso non commerciali le operazioni svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti di associati o partecipanti, di altre Associazioni che svolgano la medesima attività o fanno parte di un'unica organizzazione, nonché le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati. Non concorrono alla formazione del reddito complessivo i fondi pubblicamente ed occasionalmente raccolti, anche con offerte di modico valore, in campagne di sensibilizzazione, di ricorrenze e i contributi delle amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in accreditamento di attività aventi finalità sociali.
Articolo 3. SOCI
Possono far parte dell'Associazione le persone fisiche e giuridiche, che condividendo le finalità e i progetti, e/o impegnate nelle attività inerenti le tematiche di cui allo scopo sociale, ne facciano domanda e ottengano l'iscrizione.
La domanda di ammissione deve essere formulata per iscritto e accettata dal Consiglio Direttivo.
A tale fine la domanda si intenderà accettata qualora non pervenga al richiedente espressa comunicazione di rigetto entro quindici giorni dalla presentazione della stessa.
Coloro che non avranno presentato per iscritto le dimissioni entro il 30 settembre di ogni anno saranno considerati membri associati, anche per l'anno successivo.
I membri dell'Associazione sono obbligati ad osservare le norme del presente Statuto e dell'eventuale regolamento interno, che sarà redatto ove necessario dal Consiglio Direttivo ed approvato dall'Assemblea, nonché le delibere validamente as-sunte; sono altresì obbligati a versare la quota annua di as-sociazione, il cui ammontare verrà determinato dall'Assemblea dei soci.
Gli associati avranno diritto di frequentare i locali sede dell'Associazione, di partecipare a tutte le iniziative dell'Associazione.
Tutti i membri hanno diritto di voto.
· La qualità di associato si perde:
· per decesso;
· per dimissioni;
· per morosità, qualora il socio non abbia provveduto al pagamento della quota annuale scaduta alla data dell'Assemblea ordinaria di approvazione del rendiconto annuale;
· per radiazione, che viene pronunciata contro il socio che commetta azioni ritenute disonorevoli o che con la sua condotta costituisca ostacolo al buon andamento dell'Associazione. La morosità verrà dichiarata dal Consiglio Direttivo, mentre l'indegnità verrà sancita dall'Assemblea.
I membri receduti, revocati o radiati non avranno diritto a liquidazione alcuna.
La quota o il contributo associativo sono intrasmissibili, e non sono rivalutabili.
I membri potranno versare quote straordinarie per corrispettivi specifici in diretta attuazione degli scopi sociali e effettuare finanziamenti a favore dell'Associazione, ove ne faccia richiesta il Consiglio Direttivo per far fronte a particolari e straordinarie esigenze finanziarie, nel rispetto delle disposizioni di legge, in particolare in materia di finanziamenti e sollecitazione e raccolta del risparmio.
I finanziamenti saranno comunque infruttiferi di interessi e verranno restituiti secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo con apposita delibera.
Ove il Consiglio Direttivo intenda assumere la predetta delibera dovrà redigere apposita comunicazione da rendere nota agli associati, mediante affissione nella sede dell'Associazione, almeno quindici giorni prima della data fissata per l'adunanza.
In caso di opposizione da parte di un terzo dei soci, il Consiglio Direttivo provvederà a convocare l'Assemblea dei soci cui rimetterà la decisione relativa ai finanziamenti.
Articolo 4. PATRIMONIO
Il patrimonio dell'Associazione è costituito da:
· la quota associativa annua;
· i contributi degli iscritti e i beni acquistati;
· i beni, contributi, donazioni, elargizioni e provvidenze da chiunque versati o conferiti all'associazione, purché nel rispetto della Legge.
· dalle eventuali eccedenze attive delle gestioni annuali
In caso di scioglimento dell'Associazione, per qualunque causa, tutti i suoi beni, mobili ed immobili, saranno devoluti ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pub-blica utilità, sentito l'organismo di controllo ex art. 3 c. 190 della L. 662/96, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Articolo 5. ORGANI SOCIALI
Sono organi dell'Associazione:
· l'Assemblea dei soci;
· Il Consiglio Direttivo.
Articolo 6. ASSEMBLEA DEI SOCI
L'Assemblea degli associati è l'organo sovrano dell'Associazione.
L'Assemblea generale ordinaria e straordinaria è costituita da tutti gli associati in regola con il pagamento delle quote associative annuali e si tiene nella sede dell'Associazione o in altra sede designata dal Presidente del Consiglio Direttivo, purché in Italia.
L'Assemblea degli iscritti è convocata dal Consiglio Direttivo in via Ordinaria almeno una volta all'anno, entro il 31 marzo di ogni anno, per l'approvazione del rendiconto economico e finanziario, ovvero del bilancio dell'esercizio relativo all'anno precedente, che dovrà essere redatto dal Consiglio Direttivo, e, in via straordinaria, ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo.
Inoltre l'Assemblea generale potrà essere convocata quando almeno un quinto degli iscritti ne faccia richiesta scritta formulando il relativo ordine del giorno. L'Assemblea è convocata mediante avviso individuale, spedito per posta, telefax o posta elettronica, o affisso nei locali sede dell'Associazione almeno dieci giorni prima dell'adunanza e deve contenere l'indicazione della data, dell'ora e del luogo dell'adunanza, nonché l'ordine del giorno dei lavori.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio Direttivo.
Segretario dell'Assemblea sarà il Segretario dall'Associazione in carica o altra persona designata dall'Assemblea stessa. Quando si debba procedere a votazione, il Presidente nomina due scrutatori scelti fra gli associati presenti e non facenti parte del Consiglio Direttivo. Per ogni assemblea verrà redatto il verbale, che sarà firmato dal Presidente e dal Segretario.
L'Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza della maggioranza degli associati e l'Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza dei due terzi (2/3) degli iscritti. Ogni associato ha diritto ad un voto. Ciascun membro può farsi rappresentare, con delega scritta, da altro membro-socio, non amministratore, ma ogni associato, non può ricevere più di due deleghe.
L'Assemblea ordinaria delibera:
· sul rendiconto economico-finanziario annuale e sugli indirizzi e direttive generali dell'Associazione;
· sul conto previsionale annuale;
· sul rendiconto relativo alla raccolta dei fondi;
· sulla nomina dei componenti del Consiglio Direttivo;
· sull'esclusione dei soci per indegnità;
· sull'ammontare della quota associativa annua;
L'Assemblea straordinaria delibera:
· le modifiche allo Statuto;
· l'approvazione del regolamento interno;
· lo scioglimento dell'Associazione e la destinazione dell'eventuale fondo.
L'Assemblea ordinaria e straordinaria delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Alla votazione si procederà normalmente con il sistema dall'alzata di mano o per divisione. Per l'elezione delle cariche sociali si procederà normalmente con scrutinio segreto, salvo che l'Assemblea non deliberi di procedere con altra forma di votazione.
Articolo 7. CONSIGLIO DIRETTIVO
Il l Consiglio Direttivo è composto da tre a nove membri eletti dall'Assemblea ordinaria degli associati, dura in carica cinque anni, il mandato dei suoi componenti è rinnovabile.
E' investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione senza limitazioni. Ciascuno degli iscritti potrà candidarsi a componente del Consiglio Direttivo, purché abbia un'anzianità di almeno sei mesi e sia in regola con il versamento della quota sociale. In sede di votazione non può essere espresso un numero di preferenze superiore al numero dei membri fissati dall'Assemblea.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere.
I consiglieri che compiono atti di particolare gravità nei confronti dell'Associazione possono essere esclusi su delibera dell'assemblea.
Il Consiglio Direttivo in particolare:
· convoca l'assemblea;
· attua le delibere dell'assemblea;
· svolge ogni attività e promuove ogni iniziativa secondo i fini dell'associazione ed opera per la realizzazione dei programmi;
· delibera sulle domande di ammissione all'associazione;
· amministra il patrimonio sociale e redige il bilancio di esercizio;
· propone all'Assemblea la quota associativa annua;
· redige l'eventuale regolamento organizzativo interno;
· nomina commissioni di studio o commissioni tecniche;
· svolge le funzioni di organo di controllo della trasparenza e correttezza delle attività dell’associazione, nonché della loro efficacia e coerenza rispetto allo scopo statutario;
· delibera sul cambiamento della sede legale e sull'apertura di nuove sedi
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti, in caso di parità di voti, prevale la posizione cui accede il voto del Presidente.
Le sedute del Consiglio sono indette almeno una volta ogni tre mesi dal Presidente, su sua decisione o su richiesta di almeno due membri del Consiglio stesso, comunque con comunicazione scritta a tutti i componenti, fatta a mezzo posta, posta elettronica o telefax e da spedirsi almeno cinque giorni prima dell'adunanza. In caso di necessità ed urgenza, la convocazione del Consiglio potrà essere effettuata anche a mezzo telegramma o telefono, con preavviso di 24 ore.
Il Consiglio può deliberare senza formalità di convocazione qualora sia integralmente costituito.
Le sedute si terranno nella sede dell'Associazione o diversa sede da indicarsi, purché in Italia.
Il Consiglio porterà a conoscenza degli associati il con-tenuto delle deliberazioni nelle forme e nei modi che riterrà di volta in volta più idonei.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo potranno presenziare tutti gli associati e a tal fine dovranno essere resi noti, con affissione nella sede dell'Associazione o mediante posta elettronica o telefax, la data, ora e luogo della riunione.
In caso di dimissioni, morte o altro impedimento all'esercizio della carica di uno o più componenti, il Consiglio Direttivo provvede alla cooptazione, che verrà ratificata alla prima successiva assemblea.
In caso di dimissioni o decadenza dell'intero Consiglio Direttivo o della maggioranza dei componenti dello stesso, il Presidente o chi ne fa le veci indice immediatamente e comunque entro trenta giorni l'assemblea per procedere alla sostituzione dell'intero consiglio, limitandosi nel frattempo alla ordinaria amministrazione dell'associazione.
Ogni componente del Consiglio Direttivo che per tre volte consecutive, si renda assente dalle riunioni senza giustificato motivo, si intende decaduto dalla carica. Egli verrà sostituito da chi nell'Assemblea di nomina ha ottenuto il maggior numero di voti fra i non eletti.
Nessuna carica è retribuita.
Articolo 8. PRESIDENTE
Il Presidente è nominato per cinque esercizi sociali. Il suo mandato è rinnovabile
Il Presidente del Consiglio Direttivo rappresenta legalmente l'associazione, ha il potere di firma per essa, presiede e convoca il Consiglio Direttivo, curandone l'attuazione delle deliberazioni, senza autonomia decisionale.
Nei casi di particolare urgenza, il Presidente, nell'ambito dell'ordinaria amministrazione può decidere autonomamente salvo ratifica del Consiglio Direttivo nella riunione successiva e comunque non oltre trenta giorni.
Articolo 9. VICE PRESIDENTE
Il Vicepresidente collabora con il Presidente su delega espressa di quest'ultimo e lo sostituisce nei casi di assenza o impedimento.
Articolo 10. SEGRETARIO – TESORIERE
Il segretario del Consiglio Direttivo tiene e redige i verbali di riunione del Consiglio e dell'Assemblea dei soci, curandone la tenuta in appositi registri sociali.
Il tesoriere provvede agli incassi, esegue i pagamenti relativi alla ordinaria amministrazione, nonché quelli deliberati, redige e sottoscrive i rendiconto e tiene la cassa sociale.
La carica di Segretario e di Tesoriere può essere conferita allo stesso soggetto
Articolo 11. SEDE
L'Associazione ha sede in Capoterra, via ________ n. ____
L'Associazione potrà istituire uffici e sedi secondarie in altre località d'Italia e all'estero.
Articolo 12. ESERCIZIO FINANZIARIO E BILANCIO
L'esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.
Alla fine di ciascun esercizio il bilancio consuntivo e quello preventivo sono sottoposti all'esame dell'Assemblea degli iscritti, entro il 31 marzo di ogni anno.
La redazione dei bilanci dovrà avvenire nel rispetto della normativa in materia.
Articolo 13. DURATA
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.
L'Associazione non potrà essere sciolta senza il voto favorevole degli associati, con maggioranza dei tre quarti. In caso di scioglimento verrà nominato un liquidatore che provvederà, nel rispetto delle normative vigenti, alle operazioni di liquidazione, destinando l'eventuale attivo all'utilizzo di cui all'art. 31 del Codice civile
L'esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
E' fatto divieto assoluto all'assemblea che approva il bilancio, e comunque all'Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Articolo 14. CONTROVERSIE
In caso di controversia, la competenza sarà devoluta ad un arbitro amichevole compositore scelto dalle parti o, in difetto, al Presidente del Tribunale di Cagliari
Articolo 15. NORMA DI RINVIO
Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, si intendono richiamate le disposizioni del Codice Civile in materia di Associazione, nonché le altre norme nazionali e comunitarie in materia.
Come precedentemnte annunciato ho iniziato a vedere i contenuti dello Statuto dell'associazione. Per ora è ancora in forma di bozza e forse andranno fatte delle integrazioni, per esempio sulle tipologie di soci (fondatori, ordinari, giovani) o sugli organi sociali (collegio dei sindaci e probiviri). In ogni caso si tratta una traccia su cui discutere e su cui fare suggerimenti e correzioni, che spero arrrivino numerose.
Sollecito a questo proposito gli amici affinchè ci si faccia sentire al più presto con pareri e proposte perchè l'Associazione deve nascere al più presto, altrimenti saremo tagliati fuori da qualsiasi possibilità di incidere sul futuro del nostro territorio perchè verranno prese decisioni senza i nostri pareri.
A presto Rita LAI
BOZZA DI STATUTO PER
L'ASSOCIAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE – PARCO FLUVIALE RIO SAN GEROLAMO
Articolo 1. COSTITUZIONE E SCOPO
E' costituita un' Associazione culturale, senza fini di lucro, denominata "SVILUPPO SOSTENIBILE – PARCO FLUVIALE RIO SAN GEROLAMO".
L'Associazione, in aderenza ai principi generali e specifici della Costituzione della Repubblica Italiana, vuole creare una struttura di supporto e di riferimento per l’esercizio allargato della cittadinanza, per dare visibilità e voce a quella parte della cittadinanza capoterrese che vuole partecipare attivamente alla ricostruzione del territorio ed al suo governo futuro, secondo i principi dello sviluppo sostenibile, con proposte di intervento sui grandi temi di interesse pubblico, scaturiti immediatamente dopo l’alluvione del 22 ottobre 2008.
L’Associazione non ha uno scopo lucrativo.
Articolo 2. OGGETTO
L’Associazione si prefigge di supportare i residenti delle lottizzazioni attraversate dal fiume, gravemente danneggiate durante l’evento alluvionale, nelle azioni di confronto con le amministrazioni pubbliche, al fine di contribuire attivamente all’opera di ricostruzione e di partecipare alle decisioni sul futuro stesso delle aree residenziali e rurali e delle infrastrutture presenti ai margini del fiume.
L’Associazione si prefigge di stipulare con l’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna e con l’Autorità di Bacino il “PATTO DEL FIUME” intendendo collaborare attivamente, con tutte le istituzioni (comune, provincia, regione, autorità di bacino, consorzio di bonifica), affinché possa esprimere pareri e proposte in merito allo studio per il progetto della sistemazione idrogeologica del Rio San Gerolamo e della ricostruzione delle aree residenziali e rurali colpite dall’alluvione, nonché possa esprimere pari e proposte sulle decisioni e scelte relative ai problemi di delocalizzazione degli edifici e delle infrastrutture incompatibili con la messa in sicurezza del fiume e dei suoi affluenti, con l’obiettivo che tale impegno conduca alla realizzazione del “Parco Fluviale San Gerolamo”.
Obiettivo prioritario dell’Associazione è di affrontare e divulgare i temi dell’utilizzo ecocompatibile dell’ambiente sia urbano, sia rurale che naturale, attraverso la promozione e il sostegno di tutte le iniziative tese a tutelare l'assetto del territorio, a garantirne lo sviluppo e a prevenire ed eliminare tutte le fonti di inquinamento, nel contesto di un uso sostenibile delle risorse ambientali, naturali e paesaggistiche, in difesa della biodiversità. Per le finalità di questo scopo verranno sviluppati i seguenti argomenti:
· la pianificazione urbanistico-territoriale sostenibile;
· le sistemazioni idraulico-forestali e il piano di assetto idrogeologico;
· la tutela delle risorse naturali e paesaggistiche
· la tutela delle aree e delle attività agricole;
· la tutela e la valorizzazione delle zone costiere;
· la tutela e la valorizzazione dei beni archeologici-architettonici e dei beni identitari;
· la consapevolezza ambientale verso il territorio abitato;
· la produzione di cultura e la formazione dei cittadini;
· i principi di solidarietà sociale;
· il diritto alla salute;
· il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
· l’uso razionale delle risorse idriche per scopi potabili, irrigui e industriali;
· l’etica dei consumi e la promozione di “acquisti verdi” da aziende produttrici e distributrici di prodotti ecologici;
· la promozione e la valorizzazione di prodotti agroalimentari ed artigianali locali, del commercio equo-solidale, e di prodotti provenienti da agricoltura biologica;
· la costituzione di gruppi di acquisto solidale (GAS).
Altro obiettivo dell’Associazione è quello di pervenire alla realizzazione di una democrazia partecipata per il governo del territorio, contribuendo al dibattito pubblico sulle scelte per il futuro sviluppo territoriale-urbanistico, da realizzarsi mediante lo strumento del forum che mette in pratica il modello di democrazia partecipata che consenta la partecipazione attiva della cittadinanza alla costruzione di un progetto strategico volto ad assicurare la salvaguardia delle vite umane ed a migliorare la qualità della vita e dello sviluppo ecosostenibile del territorio.
Per le finalità di questo scopo verranno sviluppati i seguenti argomenti:
· la qualità e la trasparenza della comunicazione pubblica;
· l'ampliamento della partecipazione dei cittadini/e alle scelte politiche ed amministrative che li riguardano
· l'applicazione del concetto di sostenibilità nell'azione della Pubblica Amministrazione;
· il confronto su nuove forme di partecipazione democratica.
Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso le seguenti azioni principali:
· La costituzione all’interno dell’associazione di gruppi di studio, qualificati ad affrontare di volta in volta gli argomenti di interesse dei soci, formati da esperti con competenze nel settore scientifico-tecnologico; tali esperti potranno anche essere supportati da esperti esterni provenienti dal mondo scientifico-universitario.
· La costituzione all’interno dell’associazione dell’osservatorio sul territorio formato da un gruppo di soci che provvedano ad un costante monitoraggio dello stato del territorio e che segnalino eventuali emergenze o problemi (idrogeologici, di inquinamento ambientale, discariche, danneggiamento di beni ambientali e paesaggistici, ecc.).
· La predisposizione di un progetto strategico ecosostenibile per il governo del territorio, condiviso e partecipato, per una pianificazione territoriale a scala di bacino idrografico, che consentirà di risolvere definitivamente le varie e diffuse situazioni di rischio idrogeologico e di condurre ad una ricostruzione sostenibile ed ecocompatibile dell’intera asta fluviale, dal suo bacino montano fino alla foce, permettendo ai residenti di vivere in sicurezza lungo le sponde del fiume e consentendo di migliorare la qualità del territorio e della vita dei cittadini e portando al contempo ad uno sviluppo socio-economico dell’intero ambito comunale.
· La predisposizione di un progetto di indirizzo per l’eliminazione delle fonti di inquinamento del territorio, diffuse e localizzate, quali le discariche abusive, gli elettrodotti, ecc.
· La promozione e la pubblicizzazione dell'analisi e del dibattito, e una costante elaborazione culturale attraverso la realizzazione di eventi pubblici, incontri, corsi, seminari, congressi e rassegne tematiche, visite e manifestazioni culturali nell'ambito di progetti di informatizzazione e alfabetizzazione sui temi dello sviluppo sostenibile, da svolgere in sintonia con enti pubblici e/o privati operanti sul territorio, con impiego del web e dei media.
· La costituzione di gruppi di acquisto solidale (GAS) che promuovano la diffusione degli “acquisti verdi” con prodotti ecologici (non food) e di alimenti provenienti da agricoltura biologica, nonché di fonti energetiche rinnovabili.
· La predisposizione di progetti ed idee tendenti a realizzare forme di impresa e occupazione nel rispetto dell'ambiente e dei principi di sostenibilità. I soggetti beneficiari saranno tutti i soggetti interessati, le scuole, università, imprese ed enti pubblici e/o privati.
· Il coordinamento con altre realtà associative regionali e nazionali, ed il rilancio di manifestazioni culturali di livello nazionale e internazionale.
L'Associazione è apolitica, non persegue finalità di lucro, ma soltanto le predette finalità di ricerca, sociali, e culturali, anche se per raggiungere le stesse il sodalizio potrà svolgere attività commerciale. Si considerano in ogni caso non commerciali le operazioni svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti di associati o partecipanti, di altre Associazioni che svolgano la medesima attività o fanno parte di un'unica organizzazione, nonché le cessioni anche a terzi di proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati. Non concorrono alla formazione del reddito complessivo i fondi pubblicamente ed occasionalmente raccolti, anche con offerte di modico valore, in campagne di sensibilizzazione, di ricorrenze e i contributi delle amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in accreditamento di attività aventi finalità sociali.
Articolo 3. SOCI
Possono far parte dell'Associazione le persone fisiche e giuridiche, che condividendo le finalità e i progetti, e/o impegnate nelle attività inerenti le tematiche di cui allo scopo sociale, ne facciano domanda e ottengano l'iscrizione.
La domanda di ammissione deve essere formulata per iscritto e accettata dal Consiglio Direttivo.
A tale fine la domanda si intenderà accettata qualora non pervenga al richiedente espressa comunicazione di rigetto entro quindici giorni dalla presentazione della stessa.
Coloro che non avranno presentato per iscritto le dimissioni entro il 30 settembre di ogni anno saranno considerati membri associati, anche per l'anno successivo.
I membri dell'Associazione sono obbligati ad osservare le norme del presente Statuto e dell'eventuale regolamento interno, che sarà redatto ove necessario dal Consiglio Direttivo ed approvato dall'Assemblea, nonché le delibere validamente as-sunte; sono altresì obbligati a versare la quota annua di as-sociazione, il cui ammontare verrà determinato dall'Assemblea dei soci.
Gli associati avranno diritto di frequentare i locali sede dell'Associazione, di partecipare a tutte le iniziative dell'Associazione.
Tutti i membri hanno diritto di voto.
· La qualità di associato si perde:
· per decesso;
· per dimissioni;
· per morosità, qualora il socio non abbia provveduto al pagamento della quota annuale scaduta alla data dell'Assemblea ordinaria di approvazione del rendiconto annuale;
· per radiazione, che viene pronunciata contro il socio che commetta azioni ritenute disonorevoli o che con la sua condotta costituisca ostacolo al buon andamento dell'Associazione. La morosità verrà dichiarata dal Consiglio Direttivo, mentre l'indegnità verrà sancita dall'Assemblea.
I membri receduti, revocati o radiati non avranno diritto a liquidazione alcuna.
La quota o il contributo associativo sono intrasmissibili, e non sono rivalutabili.
I membri potranno versare quote straordinarie per corrispettivi specifici in diretta attuazione degli scopi sociali e effettuare finanziamenti a favore dell'Associazione, ove ne faccia richiesta il Consiglio Direttivo per far fronte a particolari e straordinarie esigenze finanziarie, nel rispetto delle disposizioni di legge, in particolare in materia di finanziamenti e sollecitazione e raccolta del risparmio.
I finanziamenti saranno comunque infruttiferi di interessi e verranno restituiti secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo con apposita delibera.
Ove il Consiglio Direttivo intenda assumere la predetta delibera dovrà redigere apposita comunicazione da rendere nota agli associati, mediante affissione nella sede dell'Associazione, almeno quindici giorni prima della data fissata per l'adunanza.
In caso di opposizione da parte di un terzo dei soci, il Consiglio Direttivo provvederà a convocare l'Assemblea dei soci cui rimetterà la decisione relativa ai finanziamenti.
Articolo 4. PATRIMONIO
Il patrimonio dell'Associazione è costituito da:
· la quota associativa annua;
· i contributi degli iscritti e i beni acquistati;
· i beni, contributi, donazioni, elargizioni e provvidenze da chiunque versati o conferiti all'associazione, purché nel rispetto della Legge.
· dalle eventuali eccedenze attive delle gestioni annuali
In caso di scioglimento dell'Associazione, per qualunque causa, tutti i suoi beni, mobili ed immobili, saranno devoluti ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pub-blica utilità, sentito l'organismo di controllo ex art. 3 c. 190 della L. 662/96, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Articolo 5. ORGANI SOCIALI
Sono organi dell'Associazione:
· l'Assemblea dei soci;
· Il Consiglio Direttivo.
Articolo 6. ASSEMBLEA DEI SOCI
L'Assemblea degli associati è l'organo sovrano dell'Associazione.
L'Assemblea generale ordinaria e straordinaria è costituita da tutti gli associati in regola con il pagamento delle quote associative annuali e si tiene nella sede dell'Associazione o in altra sede designata dal Presidente del Consiglio Direttivo, purché in Italia.
L'Assemblea degli iscritti è convocata dal Consiglio Direttivo in via Ordinaria almeno una volta all'anno, entro il 31 marzo di ogni anno, per l'approvazione del rendiconto economico e finanziario, ovvero del bilancio dell'esercizio relativo all'anno precedente, che dovrà essere redatto dal Consiglio Direttivo, e, in via straordinaria, ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Consiglio Direttivo.
Inoltre l'Assemblea generale potrà essere convocata quando almeno un quinto degli iscritti ne faccia richiesta scritta formulando il relativo ordine del giorno. L'Assemblea è convocata mediante avviso individuale, spedito per posta, telefax o posta elettronica, o affisso nei locali sede dell'Associazione almeno dieci giorni prima dell'adunanza e deve contenere l'indicazione della data, dell'ora e del luogo dell'adunanza, nonché l'ordine del giorno dei lavori.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio Direttivo.
Segretario dell'Assemblea sarà il Segretario dall'Associazione in carica o altra persona designata dall'Assemblea stessa. Quando si debba procedere a votazione, il Presidente nomina due scrutatori scelti fra gli associati presenti e non facenti parte del Consiglio Direttivo. Per ogni assemblea verrà redatto il verbale, che sarà firmato dal Presidente e dal Segretario.
L'Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza della maggioranza degli associati e l'Assemblea straordinaria è validamente costituita con la presenza dei due terzi (2/3) degli iscritti. Ogni associato ha diritto ad un voto. Ciascun membro può farsi rappresentare, con delega scritta, da altro membro-socio, non amministratore, ma ogni associato, non può ricevere più di due deleghe.
L'Assemblea ordinaria delibera:
· sul rendiconto economico-finanziario annuale e sugli indirizzi e direttive generali dell'Associazione;
· sul conto previsionale annuale;
· sul rendiconto relativo alla raccolta dei fondi;
· sulla nomina dei componenti del Consiglio Direttivo;
· sull'esclusione dei soci per indegnità;
· sull'ammontare della quota associativa annua;
L'Assemblea straordinaria delibera:
· le modifiche allo Statuto;
· l'approvazione del regolamento interno;
· lo scioglimento dell'Associazione e la destinazione dell'eventuale fondo.
L'Assemblea ordinaria e straordinaria delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Alla votazione si procederà normalmente con il sistema dall'alzata di mano o per divisione. Per l'elezione delle cariche sociali si procederà normalmente con scrutinio segreto, salvo che l'Assemblea non deliberi di procedere con altra forma di votazione.
Articolo 7. CONSIGLIO DIRETTIVO
Il l Consiglio Direttivo è composto da tre a nove membri eletti dall'Assemblea ordinaria degli associati, dura in carica cinque anni, il mandato dei suoi componenti è rinnovabile.
E' investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione senza limitazioni. Ciascuno degli iscritti potrà candidarsi a componente del Consiglio Direttivo, purché abbia un'anzianità di almeno sei mesi e sia in regola con il versamento della quota sociale. In sede di votazione non può essere espresso un numero di preferenze superiore al numero dei membri fissati dall'Assemblea.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere.
I consiglieri che compiono atti di particolare gravità nei confronti dell'Associazione possono essere esclusi su delibera dell'assemblea.
Il Consiglio Direttivo in particolare:
· convoca l'assemblea;
· attua le delibere dell'assemblea;
· svolge ogni attività e promuove ogni iniziativa secondo i fini dell'associazione ed opera per la realizzazione dei programmi;
· delibera sulle domande di ammissione all'associazione;
· amministra il patrimonio sociale e redige il bilancio di esercizio;
· propone all'Assemblea la quota associativa annua;
· redige l'eventuale regolamento organizzativo interno;
· nomina commissioni di studio o commissioni tecniche;
· svolge le funzioni di organo di controllo della trasparenza e correttezza delle attività dell’associazione, nonché della loro efficacia e coerenza rispetto allo scopo statutario;
· delibera sul cambiamento della sede legale e sull'apertura di nuove sedi
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti, in caso di parità di voti, prevale la posizione cui accede il voto del Presidente.
Le sedute del Consiglio sono indette almeno una volta ogni tre mesi dal Presidente, su sua decisione o su richiesta di almeno due membri del Consiglio stesso, comunque con comunicazione scritta a tutti i componenti, fatta a mezzo posta, posta elettronica o telefax e da spedirsi almeno cinque giorni prima dell'adunanza. In caso di necessità ed urgenza, la convocazione del Consiglio potrà essere effettuata anche a mezzo telegramma o telefono, con preavviso di 24 ore.
Il Consiglio può deliberare senza formalità di convocazione qualora sia integralmente costituito.
Le sedute si terranno nella sede dell'Associazione o diversa sede da indicarsi, purché in Italia.
Il Consiglio porterà a conoscenza degli associati il con-tenuto delle deliberazioni nelle forme e nei modi che riterrà di volta in volta più idonei.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo potranno presenziare tutti gli associati e a tal fine dovranno essere resi noti, con affissione nella sede dell'Associazione o mediante posta elettronica o telefax, la data, ora e luogo della riunione.
In caso di dimissioni, morte o altro impedimento all'esercizio della carica di uno o più componenti, il Consiglio Direttivo provvede alla cooptazione, che verrà ratificata alla prima successiva assemblea.
In caso di dimissioni o decadenza dell'intero Consiglio Direttivo o della maggioranza dei componenti dello stesso, il Presidente o chi ne fa le veci indice immediatamente e comunque entro trenta giorni l'assemblea per procedere alla sostituzione dell'intero consiglio, limitandosi nel frattempo alla ordinaria amministrazione dell'associazione.
Ogni componente del Consiglio Direttivo che per tre volte consecutive, si renda assente dalle riunioni senza giustificato motivo, si intende decaduto dalla carica. Egli verrà sostituito da chi nell'Assemblea di nomina ha ottenuto il maggior numero di voti fra i non eletti.
Nessuna carica è retribuita.
Articolo 8. PRESIDENTE
Il Presidente è nominato per cinque esercizi sociali. Il suo mandato è rinnovabile
Il Presidente del Consiglio Direttivo rappresenta legalmente l'associazione, ha il potere di firma per essa, presiede e convoca il Consiglio Direttivo, curandone l'attuazione delle deliberazioni, senza autonomia decisionale.
Nei casi di particolare urgenza, il Presidente, nell'ambito dell'ordinaria amministrazione può decidere autonomamente salvo ratifica del Consiglio Direttivo nella riunione successiva e comunque non oltre trenta giorni.
Articolo 9. VICE PRESIDENTE
Il Vicepresidente collabora con il Presidente su delega espressa di quest'ultimo e lo sostituisce nei casi di assenza o impedimento.
Articolo 10. SEGRETARIO – TESORIERE
Il segretario del Consiglio Direttivo tiene e redige i verbali di riunione del Consiglio e dell'Assemblea dei soci, curandone la tenuta in appositi registri sociali.
Il tesoriere provvede agli incassi, esegue i pagamenti relativi alla ordinaria amministrazione, nonché quelli deliberati, redige e sottoscrive i rendiconto e tiene la cassa sociale.
La carica di Segretario e di Tesoriere può essere conferita allo stesso soggetto
Articolo 11. SEDE
L'Associazione ha sede in Capoterra, via ________ n. ____
L'Associazione potrà istituire uffici e sedi secondarie in altre località d'Italia e all'estero.
Articolo 12. ESERCIZIO FINANZIARIO E BILANCIO
L'esercizio finanziario decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.
Alla fine di ciascun esercizio il bilancio consuntivo e quello preventivo sono sottoposti all'esame dell'Assemblea degli iscritti, entro il 31 marzo di ogni anno.
La redazione dei bilanci dovrà avvenire nel rispetto della normativa in materia.
Articolo 13. DURATA
La durata dell’Associazione è a tempo indeterminato.
L'Associazione non potrà essere sciolta senza il voto favorevole degli associati, con maggioranza dei tre quarti. In caso di scioglimento verrà nominato un liquidatore che provvederà, nel rispetto delle normative vigenti, alle operazioni di liquidazione, destinando l'eventuale attivo all'utilizzo di cui all'art. 31 del Codice civile
L'esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
E' fatto divieto assoluto all'assemblea che approva il bilancio, e comunque all'Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Articolo 14. CONTROVERSIE
In caso di controversia, la competenza sarà devoluta ad un arbitro amichevole compositore scelto dalle parti o, in difetto, al Presidente del Tribunale di Cagliari
Articolo 15. NORMA DI RINVIO
Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, si intendono richiamate le disposizioni del Codice Civile in materia di Associazione, nonché le altre norme nazionali e comunitarie in materia.
martedì 30 dicembre 2008
NASCE L'ASSOCIAZIONE - PRIME PROPOSTE OPERATIVE
Vi propongo le prime proposte operative riguardo la costituzione dell'Associazione.
Sto lavorando anche alla predisposizione dello statuto e appena sarà pronta una bozza la pubblicherò nel BLOG.
Fatemi sapere le vostre impressioni
A presto Rita Lai
ASSOCIAZIONE SVILUPPO SOSTENIBILE - PARCO FLUVIALE SAN GEROLAMO
L’obiettivo che l’Associazione Sviluppo Sostenibile - Parco Fluviale San Gerolamo si prefigge è di creare una struttura per l’esercizio allargato della cittadinanza, ovvero dare visibilità e voce a quella parte della cittadinanza capoterrese che vuole partecipare attivamente alla ricostruzione del territorio ed al suo governo futuro, con proposte di intervento sui grandi temi di interesse pubblico, scaturiti immediatamente dopo l’alluvione del 22 ottobre 2008.
Lo scopo dell’Associazione, è di affrontare e divulgare temi come l’utilizzo ecocompatibile dell’ambiente sia urbano, sia rurale, che naturale, attraverso lo sviluppo dei seguenti argomenti:
· la pianificazione urbanistico-territoriale sostenibile;
· le sistemazioni idraulico-forestali e il piano di assetto idrogeologico;
· la tutela e la valorizzazione delle zone naturali ed agricole;
· la tutela e la valorizzazione delle zone costiere;
· la tutela e la valorizzazione dei siti archeologici-architettonici e dei beni identitari;
· la consapevolezza ambientale verso il territorio abitato;
· la produzione di cultura e la formazione dei cittadini;
· i principi di solidarietà sociale;
· il diritto alla salute;
· la qualità e la trasparenza della comunicazione pubblica;
· il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
· l’uso razionale delle risorse idriche per scopi potabili, irrigui e industriali;
· la promozione di “acquisti verdi” da aziende produttrici e distributrici di prodotti ecologici;
· la promozione e la valorizzazione di prodotti agroalimentari ed artigianali locali;
· la costituzione di gruppi di acquisto solidale (GAS).
La costituzione dell’Associazione è stata promossa dalla confluenza di due gruppi di cittadini: quella dei residenti coinvolti direttamente o indirettamente nelle tragiche vicende successive all’evento alluvionale che ha devastato tutto il bacino idrografico del fiume; quella dei residenti ecologisti con professionalità differenti e provenienti dal mondo del lavoro e della conoscenza (enti pubblici, libera professione, università, scuola, formazione).
L’aspetto innovativo di questo progetto è di rendere disponibili competenze e sensibilità in più settori della vita pubblica, costituendo una rete scientifica ovvero una “associazione di esperti” con competenze nel settore scientifico-tecnologico che intende partecipare attivamente alle scelte “politiche” della ricostruzione post-alluvione e contribuire al miglioramento della qualità della vita e dello sviluppo sostenibile in generale della propria realtà territoriale.
La sinergia tra i due gruppi sopra descritti rappresenta un motore socio-culturale che porterà alla produzione di saperi e di conoscenze del territorio contribuendo positivamente e fattivamente alle scelte progettuali e di pianificazione che dovranno essere adottate per il bacino idrografico del Rio San Gerolamo, con contributi programmatici a garanzia che tali interventi vengano realizzatoti in base al principio dello Sviluppo Sostenibile.
L’Associazione è consapevole che solo partecipando attivamente alla costruzione di un Progetto Strategico Ecosostenibile per il governo del territorio, condiviso e partecipato, si può raggiungere l’obiettivo di realizzare una pianificazione territoriale a scala di bacino idrografico, che consentirà di risolvere definitivamente le varie e diffuse situazioni di rischio idrogeologico e di condurre ad una ricostruzione sostenibile ed ecocompatibile dell’intera asta fluviale, dal suo bacino montano fino alla foce, permettendo ai residenti di vivere in sicurezza lungo le sponde del fiume e consentendo di migliorare la qualità del territorio e della vita dei cittadini e portando al contempo ad uno sviluppo socio-economico dell’intero ambito comunale.
L’associazione intende stipulare con l’Agenzia del Distretto Idrografico della Sardegna e con l’Autorità di Bacino il “PATTO DEL FIUME” ossia intende collaborare attivamente, e non passivamente, con tutte le istituzioni (comune, provincia, regione, autorità di bacino, consorzio di bonifica), affinché possa esprimere pareri e proposte in merito allo studio per il progetto della sistemazione idrogeologica del Rio San Gerolamo e della ricostruzione dei quartieri colpiti dall’alluvione, con l’obiettivo che tale studio conduca alla realizzazione del “Parco Fluviale San Gerolamo”.
Per questo motivo ha coinvolto un gruppo multidisciplinare di residenti-esperti per costruire una proposta collettiva che rappresenta una sintesi del contributo offerto da ingegneri, architetti, geologi, forestali, naturalisti, legali, docenti universitari, che a titolo completamente gratuito metteranno a disposizione le loro specifiche competenze e conoscenze al fine di contribuire con una proposta progettuale, supportata dal pubblico dibattito reclamato da cittadini, associazioni e partiti, per formulare una proposta organica sulla realizzazione del “Parco Fluviale San Gerolamo” che tenga conto di ognuno degli aspetti che la trasformazione e la ricostruzione del bacino idrografico richiede (idrogeologici, forestali, vegetazionali, infrastrutturali, insediamenti abitativi) ma sempre nell’ottica della progettazione secondo i metodi ed i principi dell’Ingegneria Naturalistica.
L’Associazione affronterà questo impegno elaborando una Proposta Progettuale Ecosostenibile che contemplerà la riqualificazione dei vari quartieri colpiti dall’evento alluvionale attraverso la definizione degli ambiti di natura urbanistica, naturalistica, architettonica, geologica, forestale e delle reti tecnologiche, al fine di contribuire alla realizzazione del progetto di “democrazia partecipata” per il governo della città. L’obiettivo finale è di contribuire al dibattito pubblico sulle scelte per il futuro sviluppo territoriale-urbanistico della città e del territorio, da realizzarsi mediante lo strumento del forum che mette in pratica il modello di democrazia partecipata che rappresenta il vero successo della politica locale e che consente la partecipazione della cittadinanza attiva alla costruzione di un progetto strategico volto ad assicurare la salvaguardia delle vite umane ed a migliorare la qualità della vita e dello sviluppo della città.
A tal fine ci si avvarrà di tutti i moderni strumenti di comunicazione con i soci dell’Associazione e con i residenti, utilizzando le tecniche offerte dai GIS (Sistemi Informativi Geografici) e Web-GIS e attraverso conferenze, dibattiti, giornate informative sia nelle scuole che in altre sedi pubbliche.
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Che cosa è lo "SVILUPPO SOSTENIBILE"?
Che cosa è lo "SVILUPPO SOSTENIBILE"?
L'idea e successivamente il concetto di Sviluppo Sostenibile hanno iniziato a circolare negli ambienti scientifici ed in quelli dell'ambientalismo intorno alla seconda metà degli anni sessanta. Il 1972 rappresenta un anno chiave nella definizione delle priorità ambientali e sociali del pianeta legate all'idea dello sviluppo sostenibile. In particolare in quell'anno hanno luogo due eventi importanti: la conferenza di Stoccolma a cui partecipano 110 nazioni e la pubblicazione del volume "I limiti dello sviluppo" pubblicato dal Club di Roma.
La Conferenza di Stoccolma - 16 giugno 1972
1) L'uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all'eguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere, ed è altamente responsabile della protezione e del miglioramento dell'ambiente davanti alle generazioni future. Per questo le politiche che promuovono e perpetuano l'apartheid, la segregazione razziale, la discriminazione, il colonialismo ed altre forme di oppressione e di dominanza straniera, vanno condannate ed eliminate.
2) Le risorse naturali della Terra, ivi incluse l'aria, l'acqua, la flora, la fauna e particolarmente il sistema ecologico naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni presenti e future, mediante una programmazione accurata o una appropriata amministrazione.
3) La capacità della Terra di produrre risorse naturali rinnovabili deve essere mantenuta e, ove ciò sia possibile, ripristinata e migliorata.
4) L'uomo ha la responsabilità specifica di salvaguardare e amministrare saggiamente la vita selvaggia e il suo habitat, messi ora in pericolo dalla combinazione di fattori avversi. La conservazione della natura, ivi compresa la vita selvaggia, deve perciò avere particolare considerazione nella pianificazione dello sviluppo economico.
5) Le risorse non rinnovabili della Terra devono essere utilizzate in modo da evitarne l'esaurimento futuro e da assicurare che i benefici del loro sfruttamento siano condivisi da tutta l'umanità.
6) Gli scarichi di sostanze tossiche o di altre sostanze in quantità e in concentrazioni di cui la natura non possa neutralizzare gli effetti, devono essere arrestati per evitare che gli ecosistemi ne ritraggano danni gravi o irreparabili. La giusta lotta di tutti i Paesi contro l'inquinamento deve essere appoggiata.
7) Gli Stati devono prendere tutte le misure possibili per prevenire l'inquinamento dei mari con sostanze che possano mettere a repentaglio la salute umana, danneggiare le risorse organiche marine, distruggere valori estetici o disturbare altri usi legittimi dei mari.
8) Lo sviluppo economico e sociale è il solo modo per assicurare all'uomo un ambiente di vita e di lavoro favorevole e per creare sulla Terra le conduzioni necessarie al miglioramento del tenore di vita.
9) Le deficienze ambientali dovute alle condizioni di sottosviluppo ed ai disastri naturali pongono gravi problemi e possono essere colmate, accelerando lo sviluppo mediante il trasferimento di congrue risorse finanziarie e l'assistenza tecnica, quando richiesta, in aggiunta agli sforzi compiuti da Paesi in via di sviluppo stessi.
10) Per i Paesi in via di sviluppo, la stabilità dei prezzi, adeguati guadagni per i beni di prima necessità e materie prime, sono essenziali ai fini della tutela dell'ambiente, poiché i fattori economici devono essere presi in considerazione, così come i processi ecologici.
11) Le politiche ecologiche di tutti gli Stati devono tendere ad elevare il potenziale attuale e futuro di progresso dei Paesi in via di dì sviluppo, invece di compromettere o impedire il raggiungimento di un tenore di vita migliore per tutti. Gli Stati e le organizzazioni internazionali dovranno accordarsi nel modo più adeguato per far fronte alle eventuali conseguenze economiche e internazionali delle misure ecologiche.
12) Si dovranno mettere a disposizione risorse atte a conservare e migliorare l'ambiente, tenendo particolarmente conto dei bisogni specifici dei Paesi in via di sviluppo, dei costi che essi incontreranno introducendo la tutela dell'ambiente nel proprio programma di sviluppo e della necessità di fornire loro, se ne fanno richiesta, aiuti internazionale di ordine tecnico e finanziario a tale scopo.
13) Per una più razionale amministrazione delle risorse e migliorare così l'ambiente, gli Stati dovranno adottare nel pianificare lo sviluppo misure integrate e coordinate, tali da assicurare che detto sviluppo sia compatibile con la necessità di proteggere e migliorare l'ambiente umano a beneficio delle loro popolazioni.
14) La pianificazione razionale è uno strumento essenziale per conciliare gli imperativi dello sviluppo con quelli della partecipazione e del miglioramento dell'ambiente.
15) Nella pianificazione edile e urbana occorre evitare gli effetti negativi sull'ambiente, ricavandone i massimi vantaggi sociali, economici ed ecologici per tutti. In considerazione di ciò, i progetti destinati a favorire il colonialismo e la dominazione razziale devono essere abbandonati.
16) Nelle regioni in cui il tasso di crescita della popolazione o la sua concentrazione eccessiva rischia di avere un'influenza dannosa sull'ambiente o sullo sviluppo, ed in quelle in cui la scarsa densità di popolazione impedisca il miglioramento dell'ambiente e freni lo sviluppo, si dovranno adottare misure di politica demografica che, rispettando i diritti fondamentali dell'uomo, siano giudicati appropriati dai governi interessati.
17) Appropriate istituzioni nazionali devono assumersi il compito di pianificare, amministrare e controllare le risorse ambientali dei rispettivi Paesi, al fine di migliorare l'ambiente.
18) Allo scopo di incoraggiare lo sviluppo economico e sociale, la scienza e la tecnologia devono essere impiegate per identificare, evitare e controllare i pericoli ecologici e per risolvere i problemi ambientali ai fini del bene comune dell'umanità.
19) L'educazione sui problemi ambientali, svolta sia fra le giovani generazioni sia fra gli adulti, dando la dovuta considerazione ai meno abbienti, è essenziale per ampliare la base di un'opinione informativa e per inculcare negli individui, nelle società e nelle collettività il senso di responsabilità per la protezione e il miglioramento dell'ambiente nella sua piena dimensione umana. E' altresì essenziale che i mezzi di comunicazione di massa evitino di contribuire al deterioramento dell'ambiente. Al contrario, essi devono diffondere informazioni educative sulla necessità di proteggere e migliorare l'ambiente, in modo da mettere in grado l'uomo di evolversi e progredire sotto ogni aspetto.
20) La ricerca scientifica e lo sviluppo, visti nel contesto dei problemi ecologici nazionali o multinazionali, devono essere incoraggiati in tutti i Paesi, specialmente in quelli in via di sviluppo. A questo riguardo, deve essere appoggiato e incoraggiato il libero scambio delle informazioni scientifiche e delle esperienze, per facilitare la soluzione dei problemi ecologici. Inoltre, occorre che le tecnologie ambientali siano rese disponibili per i Paesi in via di sviluppo in termini tali da incoraggiare la loro larga diffusione, senza costituire per detti Paesi un onere economico.
21) La Carta delle Nazioni Unite e i principi del diritto internazionale riconoscono agli Stati il diritto sovrano di sfruttare le risorse in loro possesso, secondo le loro politiche ambientali, ed il dovere di impedire che le attività svolte entro la propria giurisdizione o sotto il proprio controllo non arrechino danni all'ambiente di altri Stati o a zone situate al di fuori dei limiti della loro giurisdizione nazionale.
22) Gli Stati devono collaborare al perfezionamento del codice di diritto internazionale per quanto concerne la responsabilità e la riparazione dei danni causati all'ambiente in zone al di fuori delle rispettive giurisdizioni a causa di attività svolte entro la giurisdizione dei singoli Stati o sotto il loro controllo.
23) Senza trascurare i principi generali concordati dalle organizzazioni internazionali o le disposizioni e i livelli minimi stabiliti con norme nazionali, sarà essenziale considerare in ogni caso i sistemi di valutazione prevalenti in ciascuno Stato, ad evitare l'applicazione di norme valide per i Paesi più avanzati, ma che possono essere inadatte o comportare notevoli disagi sociali per i Paesi in via di sviluppo.
24) La cooperazione per mezzo di accordi internazionali o in altra forma è importante per impedire, eliminare o ridurre e controllare efficacemente gli effetti nocivi arrecati all'ambiente da attività svolte in ogni campo, tenendo particolarmente conto della sovranità e degli interessi di tutti gli Stati.
25) Gli Stati devono garantire alle organizzazioni internazionali una funzione coordinatrice, efficace e dinamica per la protezione e il miglioramento dell'ambiente.
26) L'uomo e il suo ambiente devono essere preservati dagli effetti delle armi nucleari e di tutti gli altri mezzi di distruzione di massa. Gli Stati devono sforzarsi di giungere sollecitamente ad un accordo, nei relativi organismi internazionali, sulla eliminazione e la completa distruzione di tali armi.
Si definisce “sostenibile” quella modalità di sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro.
Commissione Brundtland - 1987
1) L'uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all'eguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere, ed è altamente responsabile della protezione e del miglioramento dell'ambiente davanti alle generazioni future. Per questo le politiche che promuovono e perpetuano l'apartheid, la segregazione razziale, la discriminazione, il colonialismo ed altre forme di oppressione e di dominanza straniera, vanno condannate ed eliminate.
2) Le risorse naturali della Terra, ivi incluse l'aria, l'acqua, la flora, la fauna e particolarmente il sistema ecologico naturale, devono essere salvaguardate a beneficio delle generazioni presenti e future, mediante una programmazione accurata o una appropriata amministrazione.
3) La capacità della Terra di produrre risorse naturali rinnovabili deve essere mantenuta e, ove ciò sia possibile, ripristinata e migliorata.
4) L'uomo ha la responsabilità specifica di salvaguardare e amministrare saggiamente la vita selvaggia e il suo habitat, messi ora in pericolo dalla combinazione di fattori avversi. La conservazione della natura, ivi compresa la vita selvaggia, deve perciò avere particolare considerazione nella pianificazione dello sviluppo economico.
5) Le risorse non rinnovabili della Terra devono essere utilizzate in modo da evitarne l'esaurimento futuro e da assicurare che i benefici del loro sfruttamento siano condivisi da tutta l'umanità.
6) Gli scarichi di sostanze tossiche o di altre sostanze in quantità e in concentrazioni di cui la natura non possa neutralizzare gli effetti, devono essere arrestati per evitare che gli ecosistemi ne ritraggano danni gravi o irreparabili. La giusta lotta di tutti i Paesi contro l'inquinamento deve essere appoggiata.
7) Gli Stati devono prendere tutte le misure possibili per prevenire l'inquinamento dei mari con sostanze che possano mettere a repentaglio la salute umana, danneggiare le risorse organiche marine, distruggere valori estetici o disturbare altri usi legittimi dei mari.
8) Lo sviluppo economico e sociale è il solo modo per assicurare all'uomo un ambiente di vita e di lavoro favorevole e per creare sulla Terra le conduzioni necessarie al miglioramento del tenore di vita.
9) Le deficienze ambientali dovute alle condizioni di sottosviluppo ed ai disastri naturali pongono gravi problemi e possono essere colmate, accelerando lo sviluppo mediante il trasferimento di congrue risorse finanziarie e l'assistenza tecnica, quando richiesta, in aggiunta agli sforzi compiuti da Paesi in via di sviluppo stessi.
10) Per i Paesi in via di sviluppo, la stabilità dei prezzi, adeguati guadagni per i beni di prima necessità e materie prime, sono essenziali ai fini della tutela dell'ambiente, poiché i fattori economici devono essere presi in considerazione, così come i processi ecologici.
11) Le politiche ecologiche di tutti gli Stati devono tendere ad elevare il potenziale attuale e futuro di progresso dei Paesi in via di dì sviluppo, invece di compromettere o impedire il raggiungimento di un tenore di vita migliore per tutti. Gli Stati e le organizzazioni internazionali dovranno accordarsi nel modo più adeguato per far fronte alle eventuali conseguenze economiche e internazionali delle misure ecologiche.
12) Si dovranno mettere a disposizione risorse atte a conservare e migliorare l'ambiente, tenendo particolarmente conto dei bisogni specifici dei Paesi in via di sviluppo, dei costi che essi incontreranno introducendo la tutela dell'ambiente nel proprio programma di sviluppo e della necessità di fornire loro, se ne fanno richiesta, aiuti internazionale di ordine tecnico e finanziario a tale scopo.
13) Per una più razionale amministrazione delle risorse e migliorare così l'ambiente, gli Stati dovranno adottare nel pianificare lo sviluppo misure integrate e coordinate, tali da assicurare che detto sviluppo sia compatibile con la necessità di proteggere e migliorare l'ambiente umano a beneficio delle loro popolazioni.
14) La pianificazione razionale è uno strumento essenziale per conciliare gli imperativi dello sviluppo con quelli della partecipazione e del miglioramento dell'ambiente.
15) Nella pianificazione edile e urbana occorre evitare gli effetti negativi sull'ambiente, ricavandone i massimi vantaggi sociali, economici ed ecologici per tutti. In considerazione di ciò, i progetti destinati a favorire il colonialismo e la dominazione razziale devono essere abbandonati.
16) Nelle regioni in cui il tasso di crescita della popolazione o la sua concentrazione eccessiva rischia di avere un'influenza dannosa sull'ambiente o sullo sviluppo, ed in quelle in cui la scarsa densità di popolazione impedisca il miglioramento dell'ambiente e freni lo sviluppo, si dovranno adottare misure di politica demografica che, rispettando i diritti fondamentali dell'uomo, siano giudicati appropriati dai governi interessati.
17) Appropriate istituzioni nazionali devono assumersi il compito di pianificare, amministrare e controllare le risorse ambientali dei rispettivi Paesi, al fine di migliorare l'ambiente.
18) Allo scopo di incoraggiare lo sviluppo economico e sociale, la scienza e la tecnologia devono essere impiegate per identificare, evitare e controllare i pericoli ecologici e per risolvere i problemi ambientali ai fini del bene comune dell'umanità.
19) L'educazione sui problemi ambientali, svolta sia fra le giovani generazioni sia fra gli adulti, dando la dovuta considerazione ai meno abbienti, è essenziale per ampliare la base di un'opinione informativa e per inculcare negli individui, nelle società e nelle collettività il senso di responsabilità per la protezione e il miglioramento dell'ambiente nella sua piena dimensione umana. E' altresì essenziale che i mezzi di comunicazione di massa evitino di contribuire al deterioramento dell'ambiente. Al contrario, essi devono diffondere informazioni educative sulla necessità di proteggere e migliorare l'ambiente, in modo da mettere in grado l'uomo di evolversi e progredire sotto ogni aspetto.
20) La ricerca scientifica e lo sviluppo, visti nel contesto dei problemi ecologici nazionali o multinazionali, devono essere incoraggiati in tutti i Paesi, specialmente in quelli in via di sviluppo. A questo riguardo, deve essere appoggiato e incoraggiato il libero scambio delle informazioni scientifiche e delle esperienze, per facilitare la soluzione dei problemi ecologici. Inoltre, occorre che le tecnologie ambientali siano rese disponibili per i Paesi in via di sviluppo in termini tali da incoraggiare la loro larga diffusione, senza costituire per detti Paesi un onere economico.
21) La Carta delle Nazioni Unite e i principi del diritto internazionale riconoscono agli Stati il diritto sovrano di sfruttare le risorse in loro possesso, secondo le loro politiche ambientali, ed il dovere di impedire che le attività svolte entro la propria giurisdizione o sotto il proprio controllo non arrechino danni all'ambiente di altri Stati o a zone situate al di fuori dei limiti della loro giurisdizione nazionale.
22) Gli Stati devono collaborare al perfezionamento del codice di diritto internazionale per quanto concerne la responsabilità e la riparazione dei danni causati all'ambiente in zone al di fuori delle rispettive giurisdizioni a causa di attività svolte entro la giurisdizione dei singoli Stati o sotto il loro controllo.
23) Senza trascurare i principi generali concordati dalle organizzazioni internazionali o le disposizioni e i livelli minimi stabiliti con norme nazionali, sarà essenziale considerare in ogni caso i sistemi di valutazione prevalenti in ciascuno Stato, ad evitare l'applicazione di norme valide per i Paesi più avanzati, ma che possono essere inadatte o comportare notevoli disagi sociali per i Paesi in via di sviluppo.
24) La cooperazione per mezzo di accordi internazionali o in altra forma è importante per impedire, eliminare o ridurre e controllare efficacemente gli effetti nocivi arrecati all'ambiente da attività svolte in ogni campo, tenendo particolarmente conto della sovranità e degli interessi di tutti gli Stati.
25) Gli Stati devono garantire alle organizzazioni internazionali una funzione coordinatrice, efficace e dinamica per la protezione e il miglioramento dell'ambiente.
26) L'uomo e il suo ambiente devono essere preservati dagli effetti delle armi nucleari e di tutti gli altri mezzi di distruzione di massa. Gli Stati devono sforzarsi di giungere sollecitamente ad un accordo, nei relativi organismi internazionali, sulla eliminazione e la completa distruzione di tali armi.
Si definisce “sostenibile” quella modalità di sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro.
Commissione Brundtland - 1987
giovedì 18 dicembre 2008
inizio lavori
come stabilito lavoreremo sulla redazione di uno statuto per la nuova associazione.
cerchiamo materiali e confrontiamoci qui.
il titolo del blog è provvisorio: 22ottobre.blogspot.com
anche l'intestazione è provvisoria non fateci caso.
cerchiamo materiali e confrontiamoci qui.
il titolo del blog è provvisorio: 22ottobre.blogspot.com
anche l'intestazione è provvisoria non fateci caso.
dimenticavo. in questo blog siete tutti autori, cioè potete scrivere non solo commenti, ma anche articoli
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